Consorzio di Promozione turistica CHIOGGIA SOTTOMARINA ISOLAVERDE

Il territorio: Chioggia

Varie sono le ipotesi sull'origine di Chioggia. Dando credito alla leggenda, pare che un certo Clodio, uno dei compagni di Enea fuggito alla distruzione di Troia, sia approdato nella penisola italica fondando Clodia, l'attuale Chioggia. Nel 2000 a.C. il popolo dei Pelasgi, originariamente della Tessaglia, si sarebbero portati fin qui dando alla città il nome di Cluza (costruita artificialmente).

Il progredito popolo degli Etruschi avrebbe lasciato le sue tracce sulla struttura urbanistica. Chioggia esisteva comunque di sicuro già in epoca romana. Da Clodia derivarono altri toponimi come Cluza, Clugia, Chiozza e infine Chioggia. L'isola si popolò con l'afflusso degli abitanti del retroterra veneto, fuggiti dalle ivasioni degli Unni (452) e dei Longobardi (568). Chioggia subì due distruzioni: una ad opera di Pipino il Breve, re dei Franchi (810) e un'altra ad opera degli Ungheri (902). Nel 1110 divenne sede vescovile. Clugia Major (Chioggia) e Clugia Minor (Sottomarina) divennero in seguito l'XI e la XII isola della Serenissima, sottoposte all'autorità del dogado veneziano.

Nota è la produzione del pregiato sale Clugiae, esportato un tempo in tutta Italia. Chioggia fu teatro della storica Guerra di Chioggia (1379-80) tra le Repubbliche marinare di Genova e di Venezia. Dopo aver raso al suolo Sottomarina, ricostruita solo nel 1700, i genovesi strinsero d'assedio Chioggia, liberata poi dalla flotta veneziana. Seguì un lungo periodo di crisi tra il '400 e il '500 con pestilenze e carestie, portando gli abitanti a scoprire la pesca come fonte di sostentamento primaria. Dopo i tramonto della repubblica Veneta, la città venne occupata nel 1797 dai Francesi e, dopo il trattato di Campoformio nel 1798, dagli Austriaci, alla cui dominazione i chioggiotti tentarono di ribellarsi invano con la storica 'sollevazione del Cristo' del 20 Aprile 1800. Le dominazioni francesi e austriache si alternarono per un'altra cinquantina d'anni.

Una settantina furono i chioggiotti che seguirono Garibaldi nella sua impresa, tra cui il più giovane dei Mille, il ragazzo undicenne Giuseppe Marchetti. Chioggia divenne italiana il 15 ottobre 1866. La prima guerra mondiale fece sentire le sue terribili conseguenze anche a Chioggia e, dopo il ventennio fascista, la città venne coinvolta nel secondo conflitto mondiale. La Liberazione avvenne il 27 aprile 1945.

Visitare Chioggia non è soltanto ammirare il suo patrimonio artistico. E' lo stesso immergersi nella sua singolare posizione lagunare, che la fa apparire sospesa tra cielo e mare; è il confondersi nella sua particolarissima struttura urbanistica, che par una spina di pesce, quasi simbolo della più tipica attività locale, la pesca; è il vivere tra la vivacità della gente che si muove in essa, a costituire un fatto estetico. Sono i canali pittoreschi (Lombardo a ovest, Vena al centro, San Domenico a est) che la sezionano e nei quali si riflettono case e ponti e si muovono variopinte imbarcazioni. Sono le rive con il continuo brulicare di gente che compra il pesce o gli ortaggi. Sono le calli, tutte allineate, con le abitazioni anguste, dai tipici camini, protese all'infuori alla ricerca di uno spazio comune; luogo di conversazione, di lavoro e di giochi magistralmente raccontato da Goldoni e dal Comisso. E di tanto in tanto qualche spiazzo più ampio: i campielli (Campo S. Caterina, ecc.). La piazza, signorile e solare, che Malaparte definì 'un grande caffè', sempre piena di gente, con i suoi palazzi, le chiese, i monumenti, la serie ininterrotta dei portici, e le piazzette (quella di Vigo, del Granaio, dello Stendardo, del Duomo, del 'Sagraeto', ecc.). E' la vita all'aperto. E' la parlata colorita e cadenzata che diventa parte integrante di un paesaggio davvero unico.

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